Barbarossa, come nasce
un capolavoro padano
Ricordate le telefonate intercettate tra Agostino Saccà?
E finalmente i Padani hanno la loro fiction. Ce l’hanno i carabinieri, la polizia, la guardia di finanza, la guardia costiera, i nonni, i napoletani, le amiche di Papi, i santi, i ciclisti, i salesiani, gli ex democristiani... Adesso è arrivato anche il “Barbarossa”, presentato in pompa magna a Milano con contorno di politici e imprenditori accorsi a rendere omaggio ai Barbari che hanno ormai conquistato Roma. Dapprima hanno pensato all’essenziale, e cioè alle poltrone romane da occupare voraci dopo aver tanto criticato l’occupazione partitocratica. Ora, satolli, possono pensare anche all’immaginario. Sì, perché ogni regime per consolidarsi ha bisogno di inventarsi una tradizione, un passato, un campionario di miti. La Lega, dopo aver provato con ampolle d’acqua del Po e druidi celtici, adesso sfodera lo spadone di Alberto da Giussano, in un cupo fumetto kolossal-splatter messo insieme dal buon Renzo Martinelli e girato in Romania, per risparmiare sulla produzione impiegando come manodopera (parola di Martinelli) «lo zingarume romeno». Un’opera di regime fatta per compiacere il Bossi che appare anche in qualche scena. L’ha tanto voluto, questo “Barbarossa”. È stata la politica a pretenderlo, a esigerlo, a commissionarlo. Vale la pena di ricordare, a questo proposito, l’irresistibile telefonata tra Berlusconi e il direttore di Raifiction Agostino Saccà: i due non parlavano soltanto delle ragazze di Papi da piazzare in Rai. No, Silvio ricordava al flessibile dirigente del servizio pubblico che doveva fare anche un piacere al Bossi e alla sua “soldatessa” nel cda Rai, Giovanna Bianchi Clerici.
Silvio: «Senti, io avevo bisogno di vederti... Perché c'è Bossi che mi sta facendo una testa tanto... con questo cavolo di... fiction... di Barbarossa... Puoi chiamare la loro soldatessa che hanno dentro il consiglio... dicendogli testualmente che io t'ho chiamato... che tu mi hai dato garanzia che è a posto».
Agostino: «La chiamo subito, Presidente».
Silvio: «Chiamala, perché ieri sera... a cena con lei e con Bossi, Bossi mi ha detto: ma insomma, di qui, di là...».
Agostino: «Allora diciamola tutta, Presidente... Il signor regista ha fatto un errore madornale perché un mese fa ha dato un'intervista alla Padania, dicendo che era tutto a posto perchè aveva parlato col Senatur... Il giorno dopo, il Corriere scrive... che Saccà fa quello che gli chiede la politica...».
Silvio: «Chi è il regista?».
Agostino: «Il regista è Martinelli, che è un bravo regista, però è uno stupido, un ingenuo, un cretino proprio... Un cretino, mi ha messo in una condizione molto difficile, perché mi ha scritto un articolo sul Corriere della sera e poi, non contento, Aldo Grasso sul Magazine del Corriere della sera scrive: il potente Saccà fa quello che gli dice Berlusconi e basta... Che poi non è vero, lei non mi ha chiesto mai... Lei è l'unica persona che non mi ha chiesto mai niente... Voglio dire...».
Silvio: «Io qualche volta di donne... E ti chiedo... perché...».
Agostino: «Sì, ma mai...».
Silvio: «...per sollevare il morale del capo...». (Risate)
Ecco. Quando manderanno in onda il “Barbarossa”, dovrebbero farlo precedere dalla registrazione di questa telefonata. Così, tanto per ricordare come nasce un capolavoro.
(Il Fatto quotidiano, 8 ottobre 2009)
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