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Confalonieri, antisemita naturale
La battuta del buon Fidel

Fedele Confalonieri è spesso raccontato come il volto umano del sistema Berlusconi. Bonomia padana, buonsenso e prudenza. Pronto anche a smussare certe asperità del suo datore di lavoro. Qualche volta hanno giocato, lui e Silvio, a fare l’uno il poliziotto buono, l’altro il poliziotto cattivo. Ma il vero Fidel, finito il gioco, è sempre allineato e coperto. E perfino contagiato dal virus berlusconiano delle gaffes rivelatrici di una cultura profonda. Qualche giorno fa, alla presentazione della nuova stagione degli “Aperitivi in concerto” che si tengono al teatro Manzoni di Milano, Gianni Gualberto, consulente artistico della rassegna, a tavola ha detto di essere brasiliano ed ebreo. E Confalonieri, serio: «Non avrei mai pensato che fosse ebreo. Non è mica tirchio!».

(Il Fatto Quotidiano, 16 ottobre 2009)  

 

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