E adesso arriva Teleospedale
Appalto d’agosto, trasparenza non ti conosco
È in arrivo Teleospedale. Già, mentre il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni è in trepidante attesa delle prossime puntate del reality show “Soldi & bonifiche”, al Pirellone la vita continua. Appalti ed affari non si fermano neanche dopo l’esplosione dello scandalo che ha coinvolto Giuseppe Grossi il Grande Spazzino e i coniugi Giancarlo e Rosanna Abelli. Adesso l’ideona che i vertici della Regione vogliono realizzare al più presto è quella di fare una tv per gli ospedali lombardi.
«La nostra sanità è la migliore d’Italia», dicono, incuranti degli scandali che si sono abbattuti sul sistema regionale dopo la robusta privatizzazione dei servizi. Tangenti, lottizzazioni, truffe, furti, sprechi, oltre che interventi chirurgici inutili e dannosi, hanno toccato tante cliniche e ospedali che, a farne un elenco, sembra di recitare le litanie dei santi: Santa Rita, San Carlo, San Siro, San Donato, San Pio X, San Raffaele...
Qualcuno si è posto il problema di aumentare i controlli e prevenire le inchieste giudiziarie? No. Niente. In compenso adesso arriva la tv. Niente Doctor House, ma un sistema televisivo che dovrebbe trasmettere informazioni dentro gli ospedali, nelle sale d’aspetto, negli atrii, nei corridoi... Come già succede negli aeroporti e nelle grandi stazioni.
Però gli ospedali sono ambienti più delicati di aeroporti e stazioni: ci stanno i malati, i parenti, i visitatori. Comunque sia: la delibera per l’appalto è stata varata il 7 agosto 2009. Termine per partecipare alla gara: 29 settembre. Durata del servizio: otto anni (così si blinda anche la prossima giunta, che sarà votata a primavera). Partenza negli ospedali di Desio e Vimercate (per dare meno nell’occhio) e poi espansione ad almeno 21 ospedali di Milano e Lombardia.
Che efficienza ambrosiana! Tempi rapidissimi, niente vacanze estive. Peccato che si sia messo di mezzo un consigliere dipietrista, Stefano Zamponi, che, malfidente e pessimista, è andato a pensare che la gara fosse fatta rapidamente, quasi di nascosto, in piena estate, in un ospedale di provincia, per far vincere un qualche predestinato ben informato e già pronto...
«Ma è un’innovazione a costo zero per la Regione!», spiegano felici i funzionari della sanità regionale, allievi del Faraone, quel Giancarlo Abelli che proprio nel settore sanità ha costruito il suo immenso potere. Chi paga, allora? La pubblicità, gli sponsor. Ma proprio per questo: chi offre il servizio tv, gratis per la Regione, ha due grossi poteri. Uno: decidere lui i contenuti informativi di Teleospedale (Che dirà sulle vaccinazioni? E sull’aborto?) Due: fare i soldi grazie a sponsor e inserzionisti a cui offrirà – in esclusiva e senza controlli – un pubblico preziosissimo: i medici, i pazienti e i loro parenti. In un contesto delicatissimo: perché i “telespettatori”, questa volta, saranno soprattutto i malati, pubblico “debole” che ha tutti i diritti di essere ben informato e protetto da messaggi pubblicitari invasivi.
Come finirà? Zamponi ha rotto le uova nel paniere ai furboni allievi del Faraone. L’unica azienda ammissibile che ha partecipato alla gara clandestina estiva (Multimedia Hospital srl di Bruno Della Negra) ha perso la vittoria e l’appalto che credeva di avere già in tasca. Hanno dovuto riaprire la gara e dare un nuovo termine: il 15 dicembre. Ora, sotto a chi tocca.
(Il Fatto quotidiano, 26 novembre 2009)
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